Ma spesso non siamo consapevoli che queste scelte vengono fatte in stato di conoscenza imperfetta della situazione, senza conoscere l'esito del comportamento altrui e altri fattori a volte ignoti.
La “Teoria dei Giochi” modella e descrive matematicamente il processo decisionale e l'interazione umana nel caso in palio ci sia una vincita o lo spartirsi qualcosa. Utilizzando gli strumenti propri della scienza: astraendo da situazioni reali elementi significativi che si prestino ad un trattamento formalizzato.
Un libro molto carino da leggere di Ken Binmore è teoria dei giochi, in questo libro vengono affrontate le dinamiche di tutti i giorni nelle quali possiamo applicare la teoria dei giochi, dalla vita sentimentale, agli affari, oppure se preferite a come evitare il traffico cittadino.:)
Se prendiamo ad esempio il gioco: the war of Attrition (guerra dei nervi), nel quale si deve sfidare l'avversario in una serie di manifestazioni di rabbia che incrementano progressivamente. Il costo della sconfitta è rappresentato dal tempo perso nella creazione di attrito e non dedicato alla ricerca o allo sviluppo di un'altra risorsa più che dal rischio di un conflitto.
Ad occuparsi dei giochi non cooperativi (famoso il dilemma del prigioniero) fu il matematico John Forbes Nash a cui è stato dedicato un bellissimo film di Ron Howard, “A beautiful mind”. A questo link trovate uno spezzone molto molto bello del film “dinamiche dominanti”.
Chris.


0 commenti:
Posta un commento