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mercoledì 19 maggio 2010

Il tempio azteco. Quando costa la tua libertà?

Ecco un simpatico indovinello di logica.

Nel 1930 un avventuroso esploratore scoprì nella giungla un sentiero che conduceva ad un misterioso tempio azteco.

L'intrepido esploratore entrò per un varco ricoperto di muschio e piante che sembrava essere l'ingresso principale.

Il luogo era tutt'altro che ospitale difatti c'erano insetti e serpenti ovunque, trappole disseminate in ogni dove. Doveva essere un tempio molto importante, pieno di ricchezze, pensò l'esploratore.
Ad un certo punto, seguendo un lungo pertugio arrivò in una stanza quadrata, ma la porta dietro di lui si chiuse improvvisamente, bloccandogli la strada per tornare indietro...

Davanti a lui c'era una leva. Senza altre alternative provò ad azionare la leva ed una botola si aprì sotto i sui piedi. L'esploratore iniziò a scivolare giù per un cunicolo fino ad arrivare in una grande stanza cubica 4x4x4, riempita per metà d'acqua.

Al centro della stanza trovò una calotta sferica galleggiante simile ad un grosso guscio di noce. Bagnato e infreddolito non esitò a salirci sopra. E con sua grande sorpresa, dentro, ci trovò 100000 monete d'oro, ciascuna del peso di 100gr.

L'euforia iniziale della scoperta durò poco, perché ben presto si rese conto di essere rimasto intrappolato in una tomba dalla quale in apparenza non c'era via d'uscita. Oltre a quella in alto dal quale era caduto, c'era un'altra apertura al centro di uno dei lati, della larghezza di mezzo metro posta appena sopra il livello dell'acqua.

Ma sfortunatamente la via d'uscita era bloccata da un pesante grata collegata ad una catena. Provò a tirare la catena con tutte le sue forze ma i suoi tentativi furono vani. Dopo un attimo di disperazione si accorse che la catena collegata alla grata correva fino al soffitto, dove una coppia di ingegnose pulegge invertivano il verso del moto e scendevano giù verso un pesante galleggiante a cui era ancorata.
Il galleggiante sembrava abbastanza pesante da poter spostare la grata, ma data la forma dell'oggetto non era possibile appesantirlo ulteriormente con le monete o con oggetti di altro tipo. Inoltre il fondo della piscina era irraggiungibile a causa di una grata posta ad una certa profondità.

Sopra il varco una scritta recitava "LA PORTA SI APRIRA' SOLO A COLUI CHE E' DISPOSTO A PAGARE IL GIUSTO PREZZO PER LA PROPRIA LIBERTA'!"

A questo punto l'esploratore rise istericamente, perché capì come aprire la porta e fuggire da quell'incubo. (No non si sparò un colpo in testa! :-)


Come fece il nostro esploratore a risolvere questo enigma?


Ti piacciono gli indovinelli e i giochi di logica? Prova questi

Chris.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ARchimede potrebbe aiutarmi?

Lory

Chris. ha detto...

Potrebbe aiutarti :)

Anonimo ha detto...

Beh.. il buon vecchio Archimede ne sapeva in fatto di oro, acqua e di ... "peso del volume del liquido spostato"!!! ;-)

Lu

Chris. ha detto...

Esatto più precisamente le monete contenute dentro il grosso guscio fanno alzare il livello dell'acqua in virtù del loro peso, mentre le monete presenti nel fondo della vasca fanno alzare il livello dell'acqua in virtù del loro volume. Per ogni moneta buttata in acqua il livello dell'acqua scende. :)


Chris.

mic ha detto...

butta le monete in acqua il livello dell acqua scende il galleggiante scende e quindi la catena tira la grata fino a staccarla dal muro

Anonimo ha detto...

e proprio facile questo enigma ma non vi do' la risposta altrimenti poi non c e gusto


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