Le origini del mito.
Nel 1991 lo psicologo e otorinolaringoiatra francese Alfred A. Tomatis nel libro del 1991 "Pourquoi Mozart?" descrisse l’efficacia della musicoterapia basata sull’utilizzo della musica di Mozart nel trattamento di disturbi dell’autismo e della sindrome di Down.
Secondo gli autori facendo ascoltare Allegro con spirito dalla Sonata in Re maggiore per due pianoforti K448 di Mozart per 10 minuti a 36 adolescenti si era verificato un aumento transitorio (10-15) nei punteggi di particolari test d’intelligenza.
La comunità scientifica ha da subito criticato, la mancanza di riproducibilità del fenomeno imputando l’amento transitorio del fenomeno non ad un legame tra musica e cervello ma al fatto che facendo qualcosa di piacevole, determina uno stato d’animo positivo che rende il soggetto più ricettivo ed efficiente.
La prima mazzata venne nel 1996 quando la ricercatrice Susan Hallam dell’Università di Londra con la partecipazione della BBC condusse un test su 8000 bambini inglesi tra i dieci e gli undici anni.
I bambini furono divisi in 3 gruppi e messi ad ascoltare brani di Mozart, i Blur e un narratore che descriveva l’esperimento. Da punteggi risulto che i bambini che i bambini che ottennero punteggi superiori furono quelli che ascoltarono Blur.
Insomma pare che attualmente non ci sia riscontro scientifico per l’effetto Mozart e mentre aspettiamo le repliche dei sostenitori della teoria della Rauscher penso che ogni persona dovrebbe provare prima di decidere se questa cosa porta benefici o meno; se volete saperne di più vi consiglio la lettura del libro di Don Campbell, “l’Effetto Mozart”.
Risorse utili sull'intelligenza
- Test di Raven. Quanto sei intelligente?
- Test di Stroop, sei una persona attenta?
- Sei logico o creativo?
- Sai imparare dalle esperienze? Test di elasticità mentale
- Alleniamo la memoria per migliorare l'intelligenza fluida
- L'intelligenza fluida e l'intelligenza cristallizzata
- Le matrici di Raven, test d'intelligenza non verbale
Chris.


0 commenti:
Posta un commento