Trova l'animale misterioso...

Una lettrice anonima mi ha mandato questa foto, così ho pensato che risolvere questo simpatico gioco visivo sarebbe piaciuto a tutti.

Proviamo ad allenare la vista a scorgere figure insolite, in posti insoliti, dato che ormai siamo animali abituati a vivere in comode scatole di cemento, e a farci largo nella giungla d'asfalto; questo giochino visivo può aiutarci a tornare a quando i nostri antenati andavano a caccia e non potevano permettersi di farsi sfuggire nessun animale - potenziale preda o pericoloso predatore - quindi il loro cervello era abituato a riconoscere animali mimetizzati nel bosco.

Nella foto sotto è nascosto un temibile animale sapete dire dove si nasconde e di quale feroce belva si tratta?






Marika - che ringrazio - ha mandato la giusta soluzione



Altri giochi visivi:

Chris.

Un grande labirinto per la cultura

A Fontanellato vicino a Parma nel 2013 in occasione del bicentenario della morte di Bodoni, verrà aperto al pubblico il più grande labirinto culturale del mondo.

Voluta dall'editore, designer, collezionista d'arte e bibliofilo, Franco Maria Ricci e da una promessa fatta allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, la struttura labirintica è un quadrato di 300 metri per lato che si snoda per 3 Km di intricati passaggi, piazzette e gallerie separate da muri verdi alti 5 metri, composti da canne di bambù sempreverdi.

L'editore fin da bambino è sempre stato appassionato di giochi labirintici ma l'idea di costruire un labirinto vero e proprio gli venne in mente quanto vide al Kunsthistorisches Museum di Vienna e al Museo del Bardo di Tunisi due mosaici di epoca romana nei quali vi erano rappresentati due labirinti, fu così che decise di realizzare la sua grande passione spesso tema di discussione con Jorge Luis Borges, Italo Calvino e Roland Barthes.





Il centro culturale
Magari chissà dopo essere riusciti a non perdersi nel labirinto si potrà visitare la ricca collezione Ricci che vanta 450 opere tra dipinti e sculture di qualità, realizzate da autori quali: Francesco Hayez, Domenico Gnoli, Ludovico Carracci, Antonio Ligabue, Antonio Canova, Adolfo Wildt, Gian Lorenzo Bernini. Inoltre sarà possibile accedere alla biblioteca privata e consultare i volumi di Gianbattista Bodoni - famoso tipografo del 1700 a cui è stato dedicato l'omonimo font - e moltissimi altri libri e carteggi, documenti e bozzetti. Non resta che attendere l'apertura e vedere il video sotto :)


Chris.

Effetto Lady Macbeth - lavar mani e coscienza

Uno studio condotto nel 2006 da Chen-Bo Zhong e Katie Liljenquist dell'Università di Toronto ha confermato quello che da anni si sospettava; ovvero che ci fosse un diretto legame tra "pulizia fisica" e "pulizia morale".

L'Effetto Lady Macbeth - da non confondere con l'Effetto Macbeth - viene chiamato così - ma avrebbero tranquillamente potuto chiamarlo effetto Ponzio Pilato - perché nella famosa tragedia di Shakespeare, Lady Macbeth complice dell' omicidio di Re Duncan di Scozia e di altri misfatti, cerca disperatamente di lavare la macchia di sangue immaginaria - i sensi di colpa - sfregandosi/lavandosi ripetutamente e freneticamente le mani.

Una macchia è qui tuttora!
Via, ti dico, o maledetta!
Una due gli è questa l'ora!
Tremi tu?
Non osi entrar?
Un guerrier così codardo?
Oh, vergogna!
Orsù, t'affretta!
Chi poteva in quel vegliardo
Tanto sangue immaginar?
Di Fiffe il sire sposo e padre or non era?
Che ne avvenne?
E mai pulire queste mani Io non saprò?
Di sangue umano sa qui sempre.
Arabia intera rimondar sì piccol mano
Co' suoi balsami non può.
Ohimè! I panni indossa della notte!




Ecco perché si dice: "lavarsi le mani" (Quanto c'è di vero in questo? )
Nel primo test ai partecipanti è stato chiesto di ricordare un'azione etica o una meno etica e successivamente di completare una serie di parole come W _ _ H e S H _ _ E R. Come sappiamo il nostro cervello ha la tendenza a riempire i buchi, ma i nquesto caso con che cosa li riempie?

Le persone che hanno ricordato azioni immorali e quindi hanno sensi di colpa hanno principalmente completato le parole con WASH (lavare) e SHOWER (doccia) mentre gli altri soggetti hanno completato le parole in modo diverso con parole con WISH (desiderio) o SHAKER (shaker :).

Nel secondo test è stato chiesto ai due gruppi di scegliere un oggetto: una penna o una salviettina antisettica. In risultato è stato eclatante perché 3/4 delle persone che avevano sensi di colpa ha scelto le salviettine antisettiche contro 1/4 di quelli che avevano ricordato buone azioni.

Un terzo test ha cercato di capire in quale misura lavarsi le mani influisce sui sensi di colpa. E' stato chiesto al gruppo evocatore di azioni immorali di scrivere al computer, dopodiché a metà dei partecipanti è stata data l'opportunità di lavarsi le mani dicendo loro che le tastiere erano sporche.

Successivamente è stato loro proposto se volessero aiutare uno studente ricercatore che aveva bisogno di volontari non pagati per i propri studi. Il risultato è stato sconcertante il 71% di quelli che non si erano lavati le mani si dimostrò disponibile contro il 41% delle persone che lo avevano fatto, ciò fa pensare che il gruppo che si era lavato le mani si sentiva meno colpevole quindi meno incline al desiderio di autoassolversi con un atto di generosità.

Sicuramente questo studio ha introdotto un altro curioso fenomeno della psiche umana, quanto di quello che facciamo, lo facciamo in funzione dei sensi di colpa?

Ponzio Pilato vs Lady Macbeth
Visto che siamo in tema ho pensato di proporre un paio di video sul tema e fare un confronto tra quello che fece Ponzio Pilato quando condannò al supplizio Gesù Cristo, come riportato nel Vangelo secondo Matteo e Lady Macbeth nell'omonima tragedia di William Shakespeare.

Il primo video Nino Manfredi che si lava le mani nel film "Secondo Ponzio Pilato" diretto da Luigi Magni nel secondo l'angoscia di Lady Macbeth che strofina ripetutamente le mani nel tentativo di lavar via la colpa.





Altri post su come funziona la mente...
Fonte parziale. New York Times - Lady Macbeth Effect

Chris.

COME CORTEGGIARE...

Vi rigiro pari pari un indovinello preso da il libro "I rompicapo di logica" una raccolta di indovinelli di pensiero laterale di Paul Sloane e Des McHale.

Un ragazzo era riuscito finalmente ad ottenere il suo primo appuntamento con una ragazza.

Siccome non aveva mai corteggiato una ragazza prima di allora, era preoccupato di non sapere come comportarsi. Si recò quindi, in una biblioteca pubblica e lesse sul dorso della copertina il titolo del libro che faceva proprio al suo caso: COME CORTEGGIARE.



Lo prese in prestito, ma quando a casa cominciò a leggerlo ne rimase delusissimo, perché si accorse immediatamente che non gli serviva a nulla. Perché?

Domande con risposte:
  • L'argomento del libro trattava come abbracciare e corteggiare. No 
  • Aveva qualche errore nella copertina o nel dorso di copertina? No 
  • Era un libro serio e non umoristico? Sì 
  • Il ragazzo era fisicamente normale e sapeva leggere? Sì 
  • Il titolo rispecchiava il contenuto? Sì 
  • Se qualcuno avesse guardato il libro, lo avrebbe riconosciuto per quel che era? Sì

Altri indovinelli di pensiero laterale:

Chris.

Le mani in preghiera di Durer

La famiglia Dürer composta da 18 figli viveva in un paesino vicino a Norimberga, due dei figli Albert e Albrecht fin da piccoli avevano mostrato un grande talento artistico quando furono abbastanza grandi per lasciare casa chiesero al padre di essere mandati all'Accademia di Norimberga, ma il padre a malincuore rispose che non poteva pagare loro gli studi perché gli affari non andavano troppo bene e c'erano 20 bocche da sfamare.

I fratelli non si diedero per vinti e la voglia di frequentare l'accademia era così forte da stringere tra loro un patto. Uno dei due sarebbe andato in miniera per pagare gli studi dell'altro e terminato il periodo di studi, le parti si sarebbero invertite. Ma chi dei due?


Una fredda e umida domenica mattina, decisero di tirare una monetina...

La sorte condannò Albert all'inferno della miniera in favore del fratello più grande che poté andare a Norimberga e realizzare il suo sogno. Albrecht Dürer si rivelò un talento straordinario, i suoi lavori erano migliori di quelli dei suoi insegnanti; tant'è che dopo il diploma le sue opere erano già molto quotate e gli consentirono di guadagnare somme considerevoli.



Il giorno del suo ritorno a casa, fu preparato un sontuoso banchetto in suo onore ricco di cibi e con musici e cantastorie. La serata trascorse allegra e serena finché Albrecht Dürer non si alzò per brindare in onore del fratello Albert e ringraziarlo di tutto ciò che aveva fatto per lui ed esclamò: ”E ora, Albert, mio amato fratello, è il tuo turno. Adesso puoi andare a Norimberga per realizzare il tuo sogno, io mi prenderò cura di te.” Albert udendo queste parole scoppiò in un pianto disperato.

Ormai per il fratello era troppo tardi, gli anni trascorsi in miniera avevano irreparabilmente danneggiato le mani che non erano più in grado di maneggiare con destrezza il pennello. Anni dopo Albrecht Dürer per rendere omaggio al fratello - che a detta dello stesso Albrecht era più versato di lui - disegnò le mani artritiche del fratello congiunte a preghiera a questa opera gli diede il nome di "mani" che in seguito sarebbe diventato "mani in preghiera".

Queste mani piegate dalle fatiche della miniera evocano lo sconforto e il senso di colpa provato dall'artista ma anche l'immensa gratitudine verso il fratello Albert che sacrificò il suo talento e il suo fisico per permettergli di realizzare il suo sogno. Un segno per ricordare il sacrificio del fratello e ricordare a tutti che nessuno riesce da solo e che bisogna essere sempre grati a chi ci ha aiutato.

Di Albrecht Dürer leggi anche:
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Chris.

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