Come vincere al poker in guerra e in affari!

Giochi di strategia
Giochi di Strategia. Il poker, la guerra, gli affari

In passato abbiamo già parlato di come lo studio delle scelte che compiamo tutti sia diventato tema di studio. Con la "Teoria dei Giochi" Nash, modella e descrive matematicamente il processo decisionale e l'interazione umana nel caso in palio ci sia una vincita o lo spartirsi qualcosa.

Ma già nell'antichità il primo a scrivere un libro sulla strategia militare fu Sun Tzu con l'Arte della Guerra le cui dinamiche vengono applicate nella vita di tutti i gioni.

Il tema del libro di John Mcdonald "giochi di strategia", pubblicato per la pima volta nel 1950 e mai tradotto in italiano, è la strategia - non solo la strategia militare, ma ogni tipo di strategia.
Insegue così l'inafferrabile filo dell'opposizione e del conflitto che attraversa tutte le relazioni umane, dalla negoziazione di un affare allo scoppio di un conflitto.

Discute della teoria dei giochi applicata al poker, al business e alla guerra e la rende viva con stile semplice ed esempi che viaggiano nel tempo: da Sherlock Holmes a Rockefeller, da Stalin e Hitler, dalla seconda guerra mondiale alla (allora) incipiente guerra fredda.

Che il vostro principale interesse sia gestire un'impresa, mette insieme una coalizione o semplicemente migliorare il vostro gioco a carte, scoprirete qui un approccio alla strategia che ha catturato l'immaginazione di generazioni di lettori.




Sei un rompiscatole? Guadagni di più!

Sul sito del quotidiano francese Liberation sono apparsi in anteprima  i risultati di una ricerca americana che verrà pubblicata sul prossimo numero di Journal of Personality and Social Psychology.

Rimpiscatole

I ricercatori hanno sottoposto dei questionari a gruppi diversi di persone e i risultati ottenuti non lasciano dubbi, essere gentili non paga mentre i rompiscatole guadagnano 18% in più dei colleghi.




Domani tutti a rompere le scatole!

Chris.

Fonte: Repubblica.it

Il Cubo di Rubik e la bottiglia impossibile

Cubo di Rubik in bottiglia
Rubik Bottle, Lincoln F. Sternn, 2009
Ecco un oggetto impossibile: come fa un Cubo di Rubik a passare per lo stretto collo di una bottiglia?

Quando ero molto piccolo nella vetrina di un negozio vidi una barchetta dentro una bottiglia di vetro così quando tornai a casa provai a mettere una macchinina dentro un fiasco senza nessun successo, dato che i grandi apparivano perplessi e non mi sapevano svelare il trucco pensai ingenuamente che la bottiglia fosse stata fatta attorno alla barchetta.

Qualche tempo dopo - la mia mente di bambino non si era arresa all'idea che fosse impossibile - dopo prove e riprove scoprii invece che era possibile far entrare nella bottiglia delle carte, semplicemente piegandole in modo da arrotolarle e volendo - tra l'indignazione dei miei genitori - mettere dentro una grande varietà di oggetti che apparentemente non volevano saperne di entrare e figuriamoci di uscire...

Cos'è una bottiglia impossibile?
Le bottiglie impossibili, - impossibili solo per chi non conosce il trucco (a proposito prova a svelare questo trucco magico) - sono in realtà il risultato di studio, pazienza, una grande mano ferma e soprattutto di un formidabile "pensiero laterale".

Si ma come si fa a mettere il "Cubo di Rubik" dentro una bottiglia di vetro?
Per prima cosa risolvete il Cubo di Rubik, smontalelo in 27 pezzi, procuratevi una bottiglia che lo possa contenere e con il collo in grado di far passare i pezzi e ricomponetelo con molta calma utilizzando delle lunghe pinze e voilà il gioco è fatto.

Sembra facile.

I numeri a colori - la visione del genio

GenioIl 31 gennaio 1979 nasce a Londra il primo di nove figli Daniel Paul Tammet affetto da una leggera forma di autismo: la sindrome di Asperger è un handicap che ostacola l'interazione con gli altri, la comunicazione il pensiero astratto e l'empatia.

Ma fin da piccolo dimostra subito uno spiccato talento per la matematica e per le lingue. E come molti come lui colpiti dalla stessa sindrome possiede un quoziente intellettivo superiore alla media soprattutto nei campi che riguardano il pensiero logico, visivo o linguistico.

Nonostante abbia problemi a distinguere la destra dalla sinistra, Tammet parla correttamente undici lingue: inglese, l'estone, il francese, il finlandese, il tedesco, lo spagnolo, il gallese, il lituano, il rumeno, l'islandese, e l'esperanto senza contare che sta costruendo una lingua del tutto nuova il Mänti.

La sinestesia e la personalità dei numeri
In psicologia la sinestesia è un fenomeno sensoriale nel quale avviene una "contaminazione" dei sensi nella percezione. Nel caso del genio britannico i primi 10.000 numeri percepiti come unici con struttura, colore e sensazione tattile differente. Grazie alla sinestesia nel 2003 Daniel recitò 22.514 cifre del "Pi Greco" in poco più di cinque ore stabilendo il record europeo.

Ogni numero è unico, ciascuno ha la sua personalità:

"l’11 è espansivo e il 5 è rumoroso, mentre il 4 è timido e silenzioso ed è il mio numero preferito, forse perché mi ricorda me stesso. Alcuni sono belli, come il 333, altri brutti, come il 289. Il numero 1 è di un bianco accecante, come una luce puntata dritto in faccia, il 5 è come un rombo di tuono o come il suono delle onde che si infrangono contro le rocce, l’89 mi ricorda la neve che cade dal cielo, quando conosco qualcuno, lo associo a un numero e questo mi aiuta a sentirmi a mio agio... "

Il savant nato in un giorno azzurro

Il savant nato in un giorno azzurro
Vengono chiamati "savant" e sono persone colpite da disfunzioni come l'autismo ma vengono al mondo dotati di capacità straordinarie (come memoria fotografica, abilità matematiche, sinestesia) in netto contrasto con le limitazioni complessive dell'individuo.

Nel 2006 il savant ha prodotto un libro autobiografico "Nato in un giorno azzurro" , la commovente avventura del bambino che sapeva decifrare i caratteri matematici dell’universo. E di come la sua capacità di poter spiegare cosa succede nella sua testa rappresenti la "Stele di Rosetta" per comprendere le straordinarie capacità della nostra mente.




Nato in un Giorno AzzurroVoto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Sei un sensitivo? Fai il test di Zener

Cercare di misurare il QI non è stato l'unico argomento di esplorazione della mente umana; bensì per secoli si è cercato di capire se la nostra mente possiede poteri nascosti. (Anche se ancora molti pensano che il sesto senso non esista)

Così ho creato un simpatico giochino per saperne di più sulle nostre facoltà extrasensoriali. Il gioco si basa sulla carte di Zener, inventate negli anni '30 dallo psicologo Karl Zener per gli esperimenti di chiaroveggenza dello parapsicologo Joseph Rhine.


cate

Come funziona il gioco?
Il mazzo di carte di Zener è composto da 25 carte divise in 5 gruppi di simboli: cerchio, quadrato, stella, onde, croce. Lo scopo del gioco è semplice, indovinare/vedere la carta coperta. Il "test di Zener" sotto dispone di due giochi il primo classico sulla chiaroveggenza dovete capire cosa si nasconde dietro la carta coperta e precognizione, cosa uscirà dietro la carta coperta.

Infine vi ricordo che statisticamente con una serie di prove infinite la possibilità che si indovinino a caso le carte è di 1 su 5 cioè del 20%. Per trattare la parapsicologia in modo scientifico dobbiamo tenere presente che le prove ottenute hanno senso se lo scostamento dal 20% (casuale) è significativo. Se cercate qualcosa di un po' meno scientifico vediamo se riuscite a svelare questo trucco magico.






Cerca nel blog