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Visualizzazione dei post con l'etichetta Paradossi

Paradosso di Fermi

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Correva il 1950, durante la pausa pranzo nella mensa del laboratorio di Los Alamos e tra Enrico Fermi e i colleghi avvenne una conversazione riguardante una vignetta apparsa sul giornale locale che ironizzava su un presunto avvistamento UFO e la possibilità dell'esistenza sulla Terra di forme di vita extraterrestri. Fermi che si era estraniato dalla conversazione, pensieroso e con lo sguardo fisso sul piatto, ad un certo punto alzò il capo e sbottò:" MA DOVE DIAVOLO SONO FINITI TUTTI QUANTI? " Enrico Fermi (1901, 1954) premio Nobel per la fisica nel 1938; era solito porre ai suoi studenti problemi che a prima vista sembravano impossibili ma scomposti in sottoproblemi in modo da poter fare delle ipotesi su quantità altrimenti difficili da stimare - qualcosa di simile a quello fatto per risolvere il rompicapo più difficile del mondo . Un esempio del paradosso di Fermi "Quanti accordatori di pianoforte ci sono nella città di Chicago?" Apparentemente il ...

Il paradosso dell’avvocato

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Una storia di Cicerone narra che Protagora avesse insegnato legge a Evatlo, un ragazzo intelligente ma che non poteva pagarsi gli insegnamenti del filosofo. I due si accordarono così: appena Evatlo avesse vinto la sua prima causa legale avrebbe onorato Protagora. Però terminati gli studi Evatlo abbandonò la carriera di avvocato per darsi alla politica. Protagora, irritato sollecitò ripetutamente Evatlo al pagamento ma egli rispose che come da accordi avrebbe dovuto pagarlo non appena avesse vinto la sua prima causa e questo ancora non era accaduto. Furibondo Protagora trascinò il su ex allievo in giudizio con l'intento di fargli mantenere la promessa. Il ragazzo sicuro di aver ragione decise di difendersi da solo. Il ragionamento di Protagora: se Evatlo avesse vinto, avrebbe dovuto pagarlo in base all'accordo, perché si sarebbe verificata la condizione di aver vinto la sua prima causa se Evatlo avesse perso, avrebbe dovuto pagarlo comunque per effetto della sentenza ...

Il dilemma del coccodrillo

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Per la serie degli indovinelli storici , oggi affrontiamo il dilemma o paradosso del coccodrillo . Ricordo che è un paradosso quindi la soluzione non esiste rimanendo all'interno delle affermazioni. Nel II secolo d. C. lo storico greco Diogene Laerzio (180 – 240) creò questo indovinello che altro non è che la variante del paradosso del mentitore. Un bambino stava giocando spensieratamente sulle rive del Nilo, ma improvvisamente un coccodrillo lo afferrò, intenzionato a divorarlo. La madre accorse disperata, implorando il coccodrillo di restituirgli il suo piccolo. Il coccodrillo, per non avere rimorsi e piangere dopo il pasto, disse alla madre: "Dimmi tu quel che farò del piccolo: se dirai il vero te lo restituirò, se dirai il falso lo mangerò." La madre senza esitare disse: "Tu lo mangerai!" Ghignando il coccodrillo le rispose: “Se te lo restituissi significherebbe che tu hai detto il falso, e quindi in base a quanto stabilito me lo mangerò più tardi ...

Paradosso del Barbiere. Einstein sbagliò!

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Questo è un indovinello famoso del filosofo Bertand Russell. Una leggenda metropolitana narra che nel lontanissimo ottobre del 1895 il professore di Logica del Politecnico di Zurigo famoso per la passione per gli indovinelli così sottopose al giovane Einstein un gioco di logica ... Si vocifera però che Albert Einstein considerando il test uno sberleffo, un insulto alla sua prodigiosa intelligenza perse di lucidità e non fu in grado rispondere correttamente. Ecco il paradosso del barbiere ... Il barbiere di un paesello in Francia tagliava la barba a tutti gli abitanti del paesello che non si radevano da soli, e non tagliava mai la barba a quegli abitanti che si radevano da soli. Il problema è: " Il Barbiere si taglia la barba da solo o no? " Non esitate a scrivere la vostra soluzione nei commenti, in realtà essendo un paradosso la soluzione e tutt'altro che limpida e certa, per trovare delle risposte a questo quesito è necessario pensare in modo creativo e c...